Venerdì, Giugno 21, 2024

L'Angolo Custode - La réponse est la malheur de la..... , di Guido Berdini

 

L'Angolo Custode

La réponse est la malheur de la .....

 

 

Guido Berdini

 

Durante uno dei sogni inquieti che talvolta la sorte mi riserva, attraversato un dedalo di cunicoli sotterranei, mi ritrovai davanti a una piccola porta di legno, annerita dal tempo.

Spinsi i cardini arrugginiti e mi trovai dentro uno stanzino stretto e lungo, la cui fine non riuscivo a scorgere. Il pavimento era coperto da uno spesso strato di striscioline, monocrome, colorate, nel quale affondavo.

A ogni passo, pur misurato e leggero, a ogni respiro, pur cauto, a miriadi volavano in aria, roteando, intrecciandosi. La luce fioca di una torcia faceva intravedere i caratteri sopra di esse. Ben presto il mio volto e il mio corpo furono avviluppati; le strisce mi bloccavano e mi lasciavano senza fiato. Dovetti faticare non poco per ritrovare il controllo dei movimenti.

Finalmente libero, ne presi una in mano: repentinamente si illuminò di una luce brillante, i caratteri scorrevano nitidi sotto i miei occhi, come fosse un nastro che si srotolava.

Ne presi altre: c’erano numeri, lettere, simboli, immagini, grafici. Trascorsi ore e ore, o forse giorni, o forse settimane o mesi, smemorandomi del tempo che passava, delle esigenze del mio corpo, del ricordo delle persone care.

Riconobbi le leggi del moto, della termodinamica, seppi di formule complesse che non riuscivo a decifrare, lessi i pensieri dei filosofi di ogni tempo, vidi messaggi, “Incontriamoci in piazza, alle 12.00” “I lavori inizieranno domani, e dureranno tre mesi” “ Paga i tuoi debiti o finirai in galera”, vidi emozioni umane, anche le più estreme, conobbi gli accordi per uccidere Cesare, la congiura dei Pazzi, l’ordine di uccidere gli Ugonotti, le dichiarazioni di guerra e quelle di amore, l’inizio e la fine, “Ti giuro amore eterno”, “No, non ti amo più”.

Mentre un giorno vagavo stremato, ebbro di conoscenza, scorsi una piccola targa di rame brunito, fissata in basso sul muro.

Avvicinai gli occhi per leggere: “Benvenuto, visitatore, quello dove ti trovi è un Rispostiglio. In esso trovano albergo tutti i pensieri, le teorie, le asserzioni, le frasi scritte per rispondere a interrogativi, spirituali o materiali, volgari o elevati, teneri o violenti, che si sono accumulati e si accumuleranno nel corso del presente Eone. Cogli l’opportunità di leggerne alcuni, ma sappi che perderesti i tuoi giorni e la ragione se cercassi di conoscerle appieno. Come nell’antico symbolon, a esse manca l’altra metà, quella seguita dal punto interrogativo, e senza questa son monche. Qui da presso esiste una stanza come questa, dove tu avresti modo di rinvenire le domande che qui trovan risposta. Ricorda: l’ingegno umano è grande quando risponde, ma diventa simile agli Dei quando si interroga”.

Rimasi stupefatto, sentivo crescere dentro di me il bisogno imperioso di conoscere le domande, per abbinarle, per dare senso alla mia ricerca. Uscii e vagai per i cunicoli, sfondando porte, cercando passaggi segreti, angoli riposti, botole, nascondigli, possibili tracce, fino a che stramazzai al suolo.

Venne infine il momento in cui, come suole, si dissolsero le immagini per lasciare il posto alla realtà, quella tangibile.

Mai più nella mia lunga vita  mi fu dato di tornare in quei luoghi.

 

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