Sabato mattina 31 gennaio, il Centro di Psicoanalisi Romano ha dedicato una giornata di commemorazione alla figura ed al pensiero di Claudio Neri, socio del Centro, psicoanalista di gruppo, membro ordinario con funzioni di training e professore universitario, il cui pensiero ha profondamente segnato la psicoanalisi italiana e internazionale.
La mattinata si è aperta con i saluti istituzionali e l’introduzione ai lavori della Presidente Diana Norsa e del Segretario Scientifico David Ventura, che hanno ricordato il legame intenso e duraturo di Claudio Neri con il Centro, sottolineandone il ruolo di maestro, formatore e interlocutore scientifico generoso, capace di tenere insieme rigore teorico e apertura al nuovo.
Hanno preso parte alla giornata amici cari e colleghi che hanno condiviso con Claudio lunghi tratti di percorso umano e professionale:
Antonello Correale, Alessandro Bruni, Alfredo Lombardozzi, Gabriella de Intinis e Giovanni Meterangelis.
Ad aprire gli interventi è stato Antonello Correale, che attraverso ricordi personali e clinici ha restituito ai presenti il clima umano e intellettuale del lavoro con Claudio Neri. Il suo intervento ha saputo trasmettere con particolare vividezza lo stile di pensiero di Neri: un pensiero capace di interrogare l’ovvio, di tollerare l’ambiguità e di aprire spazi di sviluppo là dove sembrano prevalere rigidità e arresti del processo psichico.
È seguito l’intervento di Alfredo Lombardozzi, che ha collocato il contributo di Claudio Neri all’interno del lavoro teorico sulla fusionalità, sul gruppo e sul campo analitico, evidenziando il passaggio da modelli centrati sul “già dato” a modelli orientati allo sviluppo di ciò che non è ancora rappresentabile.
Giovanni Meterangelis, ha successivamente offerto una lettura approfondita e articolata dell’eredità teorica di Neri, soffermandosi in particolare sul concetto di fusionalità come funzione complessa di contenimento, mai riducibile ad una valenza univocamente positiva o negativa. Attraverso riferimenti clinici e teorici, l’intervento ha mostrato come per Neri la fusionalità rappresenti una condizione dinamica, capace di sostenere la speranza evolutiva e la ripresa dello sviluppo psichico quando il processo si è arrestato.
A seguire, Alessandro Bruni e Gabriella de Intinis hanno ampliato la riflessione sul lavoro gruppale e sul campo analitico, mettendo in luce la capacità di Claudio Neri di pensare il gruppo non solo come setting, ma come luogo generativo di stati mentali, trasformazioni e nuove configurazioni del Sé, tanto nella clinica quanto nella formazione degli analisti.
La mattinata si è conclusa in un clima di intensa partecipazione emotiva e scientifica. Dai diversi interventi è emersa con forza l’immagine di Claudio Neri come maestro del pensiero psicoanalitico, capace di tenere insieme teoria e clinica, individuo e gruppo, sofferenza e speranza. Una figura che continua a vivere nel lavoro quotidiano di chi lo ha conosciuto e di chi, attraverso i suoi scritti, continua a confrontarsi con la vitalità del suo pensiero.