Mercoledì, Agosto 21, 2019
  • Informazioni sul Centro

    Il Centro di Psicoanalisi Romano è una sezione della Società Psicoanalitica Italiana (SPI) che fa parte dell’International Psychoanalytic Association (IPA) fondata da Sigmund Freud. E’ un’istituzione che nasce a Roma nei primi anni ‘50, per promuovere la psicoanalisi, sia come ricerca delle modalità di funzionamento della mente, sia come cura del disagio e dei disturbi psichici...
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  • Centro Consultazione Adulti

    All'interno del Centro di Psicoanalisi Romano è in funzione da molti anni un Servizio di Consultazione condotto da psicoanalisti, attivi nella ricerca scientifica e membri della Società Psicoanalitica Italiana (SPI)...
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  • Centro Clinico Consultazione Bambini e Adolescenti

    Nel Centro di Psicoanalisi Romano è attivo il servizio di consultazione per bambini e adolescenti in naturale continuità e collaborazione con il servizio di consultazione adulti....
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  • "Buona la prima"

    Alcune sequenze di film tratte dal cinema offrono spunti per immagini, pensieri, emozioni che possono caratterizzare i primi significativi incontri nelle relazioni di aiuto e di cura...
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De Benedetti Gaddini - 1988 - Relazione seduttiva con particolare riguardo al controtransfert




De Masi - 1994 - L'enigma del legame piacere-dolore: note sulla perversione sessuale sado-masochistica




De Risio - 1989 - Mutamenti nella concezione del transfert

 

Lavoro presentato il 29 aprile 1989 - Convegno intercentri "Le basi comuni della psicoanalisi: finalità cliniche e processo"




De Simone Gaburri - 1984 - Sulla terminazione dell'analisi (appunti per una discussione)

 

Lavoro presentato al Centro di Psicoanalisi Romano il 13 gennaio 1984




De Toffoli - 1990 - L'invenzione di un pensiero dal versante somatico della relazione transferale

 

Lavoro presentato al Centro di Psicoanalisi Romano l'11 maggio 1990




De Toffoli - 1991 - Trasformazioni e divenire del reale nel campo psicoanalitico




Di Benedetto - 1985 - Sogno, conoscenza e terapia: tre aspetti coincidenti nella cosruzione della realtà psichica

 

Lavoro presentato al Centro di Psicoanalisi Romano il 13 dicembre 1985




Di Benedetto - 1989 - Pirandello: il cimento dell'invenzione. Riflessioni su arte e psicoanalisi

 

Pubblicato con il titolo "Pirandello: il cimento dell'interpretazione". In AA.VV. (a cura di M.H. Caspar), Il teatro di Pirandello. Centre de Recherches Italiennes Narrativa Université Paris X Nanterre Num. 11, Fevrier 1997.

 

ABSTRACT

Affinché possa emergere l’immaginario rimosso attraverso l’oggetto artistico, è necessario che la coscienza sappia che una rappresentazione “è vera, ma non reale”, che cioè corrisponde ad una verità psichica inibita nella realtà. Un sentimento di vendetta e un omicidio sulla scena possono suscitare partecipazione e interesse, mentre nella realtà susciterebbero orrore. Alcune opere di Pirandello, che mirano a elidere il confine tra” realtà scenica” e “realtà della vita” e a cancellare la distinzione tra palcoscenico e platea, hanno prodotto un grande sconcerto nel pubblico al loro primo apparire, proprio per questa loro tendenziale cancellazione della linea divisoria tra mondo della finzione e mondo reale. L’esperienza estetica in tal caso risulta particolarmente perturbante, poiché tende a destrutturare il pensiero adulto e a sospingerlo verso uno stato confusivo, tipico della mente primitiva, nel quale si confondono immaginazione e realtà.




Di Benedetto - 1991 - L'inconscio attraverso la musica e la vocalità. Melodramma e psicoanalisi

 

Pubblicato col titolo "L'inconscio attraverso la musica e la vocalità". Il Verri, 1 2, 1993.

 

ABSTRACT

Nella musicalità del parlare si esprime spontaneamente il linguaggio delle emozioni. Questa invisibile rappresentazione degli affetti viene istintivamente colta da ciascuno nei suoni della voce. Gli affetti inconsci trapelano attraverso la musicalità del parlare, così come attraverso i sogni. Le intonazioni della voce contengono cenni dell’inconscio infiltratisi nel discorso sotto forma di segni espressivi canori, sfuggiti alla coscienza, al pari dei lapsus. La musica e, in particolare, le voci del melodramma, sensibilizzando l’orecchio a ritmi, melodie e armonie, lo abituano a cogliere i risvolti fonetici del parlare, a sintonizzarsi con le “voci di dentro”. Per toccare gli aspetti più intimi dell’esperienza altrui, i più difficili da tradurre in parole, bisogna affinare, con l’aiuto della musica, quell’attitudine naturale a trarre dalla prosodia del discorso informazioni sullo stato affettivo degli interlocutori.




Di Benedetto - 1992 - Il valore dei suoni nella relazione analitica e nell'ascolto dell'analista

 

Pubblicato col titolo "Come udire il non dire". In AA.VV. (a cura di G. Di Marco) Creativita Psicopatologia Arte, Teda ed., Castrovillari, 1995.

 

ABSTRACT

Stabilendo un contatto con qualcosa di inaudito e non visto, trasmesso dai suoni della voce, l’analista predispone una silenziosa forma di “holding”, che incoraggia i contenuti dell’inconscio a venir fuori, con la fiducia di essere accolti ed ospitati nello spazio psichico di un’altra persona, prima di essere trasformati in rappresentazioni verbali. Un’area d’ascolto capace di reverie acustica risulta particolarmente utile, quando l’analisi si trova in una impasse. Occorre allora sottrarsi all’abbaglio visivo del materiale associativo e onirico e accostarsi agli enunciati verbali affinando la propria sensibilità ai suoni più che lo strumento interpretativo. Ciò predispone un nuovo spazio mentale a quanto viene trasmesso al di là delle parole.




Di Benedetto - 1995 - Insight pre-verbale ed esperienza estetica

 

Pubblicato col titolo “Pensare il sentire e pre-sentire il pensiero”. In AA.VV. (a cura di P. Bria e F. Oneroso), L’inconscio antinomico.Sviluppi e prospettive dell’opera di I. Matte Blanco, F. Angeli, Milano, 1998.

 

ABSTRACT

Al terapeuta il paziente chiede spesso di funzionare, non tanto come intelligenza che spiega le cause, ma come interlocutore capace di interagire con i livelli non ancora mentalizzati della sua psiche, un interlocutore disposto ad attraversare territori oscuri, frequentati da immagini assurde, e disposto a rinunciare temporaneamente a spiegarne la logica o la struttura, accontentandosi di coglierne i movimenti, il traffico, i continui scambi nelle zone di transito, al confine corpo-mente, ricche di materiale immaginativo e sensoriale. Le opere d’arte aiutano a percorrere alcuni di questi itinerari assurdi, fungendo da guida nell’esplorare territori ignoti e aprire la strada ai “pensieri non pensati”. Gli oggetti artistici, promovendo un sognare vigile e un atteggiamento contemplativo del pensiero sognante, provocano un impercettibile viraggio dalla visione esterna a quella interna e la contemplazione del proprio scenario interiore, una sorta di “insight estetico”.




Di Benedetto - 1997 - Tavola rotonda sul Flauto Magico di Mozart

 

Pubblicato col titolo “Il Flauto Magico. Un’iniziazione all’insight estetico-musicale”. Psiche, IV, 1, 1996, e nel libro Prima della parola. L’ascolto psicoanalitico del non detto attraverso le forme dell’arte, F. Angeli, Milano, 2000.

 

ABSTRACT

Leggere un’opera d’arte, per essere pensati dall’artista, non è eresia psicanalitica, ma un programma freudiano. Fu infatti la grande poesia tragica di Sofocle a suggerire l’Edipo e i fondamenti della Psicoanalisi. Il ribaltamento di prospettiva, nel caso de Il flauto magico è pienamente giustificato dall’andamento narrativo e musicale dell’opera. Un sorprendente succedersi di eventi, capovolgimenti e trasformazioni si possono cogliere nei personaggi, nella vicenda e nelle strutture musicali fruizione dell’opera. La magia della musica mozartiana consiste, tra l’altro, nel riuscire a far sì che l’ingenuo piacere di una fiaba, di un’avventura iniziatica, si ribalti e diventi per lo spettatore l’inizio di un viaggio introspettivo, ovvero l’inizio estetico di un insight.




Di Chiara - 1981 - Psicoanalisi come scienza: il contributo di W.R. Bion

 

Lavoro presentato in occasione di un convegno su Bion organizzato dal Centro di Psicoanalisi Romano il 28 marzo 1981. Pubblicato su Rivista di Psicoanalisi 1981 n. 3-4 pag. 452-458




Di Chiara - 1990 - Tre fattori fondamentali della esperienza psicoanalitica. L'incontro, il racconto e il commiato




Di Renzo - 1991 - Discussione del lavoro di Barbara Piovano: Un progetto di ricerca condotto attraverso analisi parallele a madre e bambino in tre casi di psicosi infantile

 

Lavoro presentato al Centro di Psicoanalisi Romano l'8 febbraio 1991




Donati Bourne - 1998 - Caso clinico per discussione con Dr. Arnold Modell

 

Lavoro presentato al Centro di Psicoanalisi Romano il 6 novembre 1998




Donati Bourne - 1998 - Three snapshots of an analysis

 

Lavoro presentato al Centro di Psicoanalisi Romano il 6 novembre 1998




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